Violenza assistita: cos’è, quali tutele prevede la legge e perché è importante rivolgersi ad un Avvocato

04/07/2026

Quando si parla di violenza domestica si pensa, generalmente, alle aggressioni fisiche o psicologiche subite direttamente dalla vittima. Esiste, tuttavia, una forma di abuso altrettanto grave, spesso meno evidente ma con conseguenze profonde sullo sviluppo dei minori: la violenza assistita. Essa ricorre quando i minori siano costretti ad assistere, direttamente o indirettamente, ad atti di aggressività, abuso e violenza (fisica, verbale, psicologica, sessuale) all’interno delle mura domestiche, prevalentemente verso le madri, o su altre persone a cui siano legati affettivamente.

La violenza assistita non è un reato autonomo, bensì un’aggravante del reato di maltrattamenti.

Perché si configuri la violenza assistita non è necessario che il minore sia presente durante l’aggressione. È sufficiente che percepisca urla, minacce, insulti o umiliazioni, oppure che venga a contatto con le conseguenze della violenza, come lesioni, distruzione di oggetti o il grave stato di sofferenza di un familiare. La giurisprudenza riconosce ormai stabilmente che tali esperienze incidono in modo significativo sullo sviluppo emotivo, relazionale e psicologico del minore, anche quando questi non sia destinatario diretto delle condotte violente.

I dati confermano la rilevanza del fenomeno: si stima che circa 427.000 minorenni abbiano vissuto esperienze di violenza domestica nel periodo compreso tra il 2009 e il 2014. Particolarmente allarmante è anche il dato secondo cui, in circa il 36% dei casi di femminicidio, i figli erano presenti al momento dell’omicidio.

Inquadramento normativo

La tutela della violenza assistita trova un importante riferimento nella Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia con la Legge 27 giugno 2013, n. 77, che riconosce espressamente i minori testimoni di violenza domestica come vittime di violenza e impone agli Stati l’adozione di misure volte a garantirne la protezione.

Sul piano interno, la tutela è assicurata da diverse disposizioni dell’ordinamento. In ambito civile, gli artt. 337-bis e seguenti del codice civile impongono che ogni decisione riguardante i figli sia assunta nel rispetto del superiore interesse del minore. Nei procedimenti relativi all’affidamento, il giudice è pertanto tenuto a valutare l’eventuale esposizione del bambino a situazioni di violenza domestica, trattandosi di un elemento che può incidere sull’idoneità genitoriale e sulla disciplina dell’affidamento e del diritto di visita.

Gli strumenti di tutela

L’ordinamento prevede diversi strumenti di protezione per il genitore vittima e per i figli minori. A seconda delle circostanze del caso concreto, è possibile richiedere ordini di protezione contro gli abusi familiari, promuovere procedimenti per la modifica dell’affidamento o delle modalità di frequentazione del minore, nonché presentare denuncia qualora i fatti integrino ipotesi di reato. Nei casi più gravi, può inoltre rendersi necessario l’intervento dei servizi sociali e dell’autorità giudiziaria per garantire al minore un ambiente di vita sicuro e adeguato.

La tempestività dell’intervento assume un ruolo fondamentale, poiché l’obiettivo dell’ordinamento non è soltanto quello di interrompere gli episodi di violenza, ma anche di evitare che il minore continui a crescere in un contesto familiare lesivo del proprio equilibrio psicofisico.

Il ruolo dell’Avvocato

Le situazioni di violenza assistita presentano profili giuridici e familiari particolarmente delicati e richiedono un’attenta valutazione del caso concreto. Il supporto di un Avvocato esperto in diritto di famiglia consente di individuare gli strumenti di tutela più idonei, raccogliere gli elementi probatori utili e attivare tempestivamente i rimedi previsti dall’ordinamento, anche mediante la richiesta di provvedimenti urgenti a protezione della vittima e dei figli.

Un’assistenza legale qualificata permette inoltre di affrontare il procedimento con una strategia adeguata, assicurando che ogni iniziativa sia orientata alla tutela dell’interesse superiore del minore e alla salvaguardia della sicurezza del genitore vittima.

Avv. Meucci

Articoli collegati
13/06/2026

L’amministrazione di sostegno: quando occorre nominarlo? guida pratica...

31/03/2026

L’assegno di divorzio esiste ancora?